VIOLENZA, VIOLENZA E ANCORA VIOLENZA!



Minacce, violenza, stupri, e le vittime sono sempre loro: le donne. Questo quello che emerge dalle pagine di cronaca dei giornali negli ultimi giorni. Il fenomeno dello stupro e della violenza sessuale di gruppo sta prendendo sempre più piede in Italia e questo è un dato allarmante. Dal primo gennaio sono stati ben sei gli stupri dichiarati, e quattro avvenuti tutti nell’ultima settimana del mese. La notte di capodanno, a Roma, una ragazza e’ stata violentata barbaramente, mentre era ad un concerto, nei bagni chimici; in seguito lo stupratore e’ stato arrestato, per lui soltanto gli arresti domiciliari. Giovedì 22 gennaio una donna di 41 anni è stata stuprata nei pressi del capolinea dell’autobus 916 in via Andersen, al Quartaccio. Presa con la forza mentre scendeva dal bus da due uomini, (che, dai primi racconti della donna, sembrerebbero essere di origine nordafricana, ma che ancora non sono stati individuati dalla Squadra mobile) è stata portata dietro un cespuglio, a una trentina di metri dal capolinea e poi violentata a turno. E purtroppo si potrebbe continuare in questo triste elenco per ore! Ma la giustizia fa davvero il suo dovere? Come è possibile punire uno stupratore soltanto con gli arresti domiciliari, non pensando minimamente ai danni fisici, ma soprattutto psicologici, che egli ha potuto provocare con il suo gesto? Rabbia, dolore, vergogna, voglia di sparire completamente dalla terra. Queste soltanto alcune delle sensazioni che una donna può provare in determinate circostanze. E tutto per cosa? Per soddisfare il desiderio di una persona che definire bestia è poco, per dare sfogo ad un gioco assurdo messo a punto per fare qualcosa di diverso, per essere considerati invincibili, a scapito purtroppo della dignità e della salute degli altri. Abbiamo da poco festeggiato, l'8 Marzo, la Festa della Donna, ma mi chiedo, che senso ha dedicare alla donna un giorno di festa? Che senso ha regalarle un mazzo di mimose, se il giorno dopo si è pronti a violentarla, a farle del male, a picchiarla, a calpestare la sua dignità trattandola come un oggetto?



Francesca Zamparelli (VBTS)


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