
Sabato 22 Novembre 2008, a Rivoli (TO), si è consumata l’ennesima “tragedia annunciata”con il crollo del controsoffitto di un’aula del liceo scientifico “Charles Darwin”, che ha causato la morte di uno studente 17enne e il ferimento di altri venti alunni tra i quali uno in condizioni gravissime.
Il funerale del ragazzo, Vito Scafidi, sono stati celebrati a Pianezza, dove il liceale viveva con i genitori e la sorella; prima della celebrazione non sono di certo mancate manifestazioni di solidarietà e cordoglio nei confronti dei famigliari e degli alunni frequentanti il medesimo istituto. Un drappo con le firme dei compagni e degli amici ha sfilato per le vie di Torino, un grido silenzioso di protesta: “ Come possiamo crepare in fabbrica se ci ammazzate prima?”
Questa vicenda sembra, infatti, presentare molte analogie con la strage delle morti bianche che, quotidianamente, si consuma all’interno delle fabbriche italiane; in entrambi i casi si parla di tragiche fatalità, ma è davvero così? Possono essere evitate? Naturalmente sì, ma a questa conclusione si giunge sempre con poco tempismo, quando ormai è troppo tardi: si scopre allora che il caso del liceo Darwin non è un caso isolato poiché risultano potenzialmente a rischio ben il 25% degli istituti italiani; una scuola su quattro, infatti, necessita di interventi di manutenzione urgenti, anche considerando il fatto che più della metà degli istituti (il 52,82%) sono stati costruiti prima dell’entrata in vigore delle prescrizioni per la costruzione di edifici in zone sismiche.
Degne di nota sono le parole di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: “La scuola non può essere un luogo di morte e di dolore. Dovrebbe essere il luogo della vita e della crescita civile e culturale di un Paese”.
Durante una discussione alla Camera, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, ha quantificato la cifra che occorrerebbe per la messa a norma di tutti gli istituti, statali e privati: tredici miliardi di euro, una somma ovviamente spropositata, della quale lo stato non dispone. Che cosa fare quindi? Toccherà affidarsi solo ed esclusivamente alla buona sorte…
Federica Porcari (II A)
Francesca Zamparelli (V Bts)