
A Valsinni per scoprire la storia della giovane poetessa lucana
VALSINNI- Venerdì 14 novembre tre classi del liceo scientifico “Dante Alighieri “ di Matera, accompagante dalle docenti di lettere Maria Ricciardi e Mita De Leonardis e dalle docenti di religione Maria Concetta Di Lecce e Maria Agnese Scandiffio, si sono recate nel piccolo paesino lucano per conoscere la vicenda della poetessa rinascimentale Isabella Morra, uccisa dai suoi fratelli a soli 26
anni.
La cosa che colpisce di più nell’arrivare a Valsinni è l’impressione che lì il tempo si sia fermato in quel lontano 1546; e l’accoglienza dei responsabili del parco letterario con i loro abiti d’epoca non fanno che accrescere questa sensazione. Così, catapultati nella Favale del 1500, ha avuto inizio la visita al borgo medioevale, guidati abilmente dall’attore Erminio Truncellito e dal cantastorie “Mimmo”.
E, attraverso quei vicoli e quelle case, la storia di Isabella, ma anche quella della gente comune dell’epoca, ha ripreso vita attraverso una sorta di teatro itinerante del quale sono stati interpreti gli stessi studenti. La vicenda della sfortunata poetessa lucana ha subito colpito gli animi di tutti i presenti. Isabella, abbandonata dal padre e dal fratello Scipione col quale condivideva la sua passione letteraria, costretti a rifugiarsi in Francia dopo la disfatta del re transalpino contro Carlo V, trova rifugio nella poesia e in quei luoghi tristi e solitari lontani dalla vita che lei avrebbe sognato. Così, quando incontra il nobile spagnolo Diego Sandoval de Castro , signore delle vicina Bollita ( ora Nova Siri), nasce una intesa letteraria che verrà fraintesa dai fratelli della giovane che la uccisero a colpi di stiletto. La triste storia interessò anche il letterato Benedetto Croce, al quale è dedicato un’estemporanea nel castello di Valsinni, che si recò nel paesino lucano nel lontano 1928 per immergersi nei luoghi che avevano visto vivere e morire la povera Isabella.
Fu proprio per volere di Croce che furono condotti degli scavi alla ricerca delle spoglie della fanciulla sotto la chiesa ai piedi del castello, luogo ipotizzato della sua sepoltura. Ma ancora oggi non si conosce dove sia ubicato il corpo della poetessa e questo non ha fatto che alimentare il mito secondo il quale, non avendo ricevuto degna sepoltura, il fantasma della poetessa vaghi ancora per le stanze del castello, luogo del suo triste confino.
La visita non poteva che terminare proprio lì, al castello, che dal 1921 appartiene alla famiglia Rinaldi. Per loro gentile concessione è tuttavia in parte visitabile. Ovviamente è stato soggetto ad una serie di restauri che ne hanno in parte modificato l’assetto originario. Ma nonostante tutto chi sa ascoltare, potrà ancora sentire la dolce voce di Isabella riecheggiare le sue terre e il suo torbido Sinni.
Veronica Sampogna (IV Bts)