La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo Ha compiuto 60 anni lo scorso 10 Dicembre. Tale dichiarazione fu approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU a Parigi il 10 dicembre 1948, con lo scopo di proteggere:
-le libertà individuali, come il diritto alla vita e alla sicurezza;
-la libertà di opinione e quella religiosa;
-i diritti politici, quali le elezioni periodiche, il voto libero e segreto;
-i diritti economici, sociali e culturali tra i quali il diritto al benessere, al lavoro, all'assistenza, alla maternità ecc.
-i diritti fondamentali, come il principio di eguaglianza di fronte alla legge e la libertà di vivere in una società in cui siano applicati tali diritti.
Nonostante questa dichiarazione sia in vigore da 60 anni, alcuni di questi diritti non vengono rispettati in molti Paesi del mondo.
L’ostacolo più grande sulla strada del rispetto dei diritti umani è la mancanza di una visione coerente e di una strategia comune a livello globale. Dal Congo al Darfur, provincia del Sudan occidentale, in Africa, la tragedia continua e sono tantissimi i profughi in fuga dalla guerra civile. L’Onu denuncia, ma poi non succede nulla e sta a guardare, impotente. Probabilmente non c’è mai stato in Africa un massacro così. Ma proprio il 2008 andrà ricordato come uno dei peggiori per numero di persone private dei loro diritti fondamentali e quanto a incapacità da parte dell’Onu di porvi rimedio. Quel che più colpisce è che nella maggior parte dei casi si tratta di violazioni gravi dei diritti dell’uomo commesse, oppure ampiamente consentite, dalle istituzioni che, invece, li dovrebbero tutelare.
Come emerge da un comunicato di Amnesty International i passi avanti nel campo dei diritti umani conseguiti negli scorsi sei decenni comprendono:
I fallimenti comprendono:
Per porre rimedio a queste inadempienze Amnesty International chiede ai dirigenti di tutto il mondo di scusarsi e di assumersi le loro responsabilità per 60 anni di fallimenti in materia di diritti umani, invitandoli a prendere provvedimenti concreti affinché i diritti di tutti gli esseri umani siano rispettati, come sancisce la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. “Il mondo oggi è ancora segnato dall’ingiustizia, dall’ineguaglianza e dall’impunità. È urgente che gli stati agiscano in fretta per colmare il fossato esistente tra le promesse fatte e le realizzazioni concrete” ha affermato Irene Khan, Segretario generale di Amnesty International, in occasione del lancio del Rapporto annuale 2008, che fotografa la situazione dei diritti umani in oltre 150 paesi.
Ci auguriamo che queste proposte vengano attuate concretamente al più presto affinché il mondo in cui viviamo sia più giusto e vivibile per tutti.
Cristiano Montemurro (IB)